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29/07/2010 - 17:21 PRESENTAZIONI, CONTESTAZIONI, RIFLESSIONI E CONSIDERAZIONI
Viviamo ancora in un paese, ancora, democratico che permette, ancora, a tutti di esprimere la propria opinione. Proprio per questo ci permettiamo di non condividere la contestazione odierna verso Boccali e Guasticchi e cercheremo di motivarne le ragioni.
1) Si addebita al Sindaco di non aver convinto gli industriali perugini, che hanno rapporti di lavoro col Comune di Perugia, a salvare la Prima Divisione del Perugia. La storia degli ultimi anni insegna che ogni volta che il Perugia stava fallendo o è fallito, nessuno di questi industriali ne è mai venuto in soccorso, visto che diciannove anni fa fu il romano Gaucci a salvare il Grifo un attimo prima che i libri contabili venissero portati in Tribunale e cinque anni fa, nella totale assenza degli imprenditori perugini, arrivarono i fratelli Silvestrini, romani anche loro, a rilevare il Grifo col Lodo Petrucci.
2) Negli ultimi tre mesi, i più critici della storia del Grifo degli ultimi cinquantanni, mentre ciarlatani e illusionisti facevano passerella a Palazzo dei Priori e non solo, qualcuno cominciava a parlare di Partito della D, una sorta di "lobby" che avrebbe visto il Sindaco ostacolare i sopracitati pseudo-salvatori della categoria per agevolare la ripartenza dalla D con una società gestita da quegli industrali amici di cui abbiamo parlato prima che avrebbero avuto in gestione il famigerato progetto stadio. Bene, per quanto riguarda questi ultimi, i vari Giombini, Carini etc , tanto per non far nomi, non fanno certo parte dell'Asd Perugia Calcio, formata invece da determinati imprenditori, perugini sì ma della provincia, come il cannarese Damaschi, Farchioni di Gualdo Cattaneo, il torgianese Moschini e il reatino d'origine, ma umbro d'adozione, Peppe Rossi. Imprenditori ai quali non interessava il progetto stadio e che, come ha ribadito Repace stamane, si sono presentati con i fatti e non con le chiacchiere e, proprio per questo, hanno subito ottenuto il gradimento delle Istituzioni.
3) LeIstituzioni hanno parlato, nell'ordine, con la cosiddetta cordata Pieroni che, dopo tanti strombazzamenti e proclami di presidenti di Serie A interessatissimi, si è sciolta come la neve al sole non appena sapute le cifre reali. Stessa sorte per i vari presunti sceicchi e cavalieri, rappresentati da Ermini e dall'avv. Rossi. E' poi arrivato il duo pisano-livornese Ferrante-Barghigiani che qualcuno dipingeva così: "... Hanno i soldi per fare la guerra..." e che dopo aver bussato alle porte di squadre professionistiche come Aosta, Alessandria, Perugia, Cavese e Arezzo sono finalmente riusciti nell'impresa di salvare una società, la Fermana, squadra .....dell'Eccellenza marchigiana. Altro abbonato al Giro d'Italia dei salvataggi mancati, Rimini, Ravenna, Cavese e Perugia tra le altre, il gruppo Santarelli della Fincassia, per proseguire con il buon Torello Laurenti, al quale come dicevano i miei nonni "mancava sempre un soldo per fare una lira", nel senso che quando sembrava sul punto di salvare il Grifo si fermava sempre sul più bello. Questi i personaggi che hanno girato per mesi sul cadavere del Grifo ai quali Boccali secondo qualcuno non avrebbe dato il giusto credito. L'unico ad essersi presentato seriamente era stato Giorgio Veltroni, costruttore di Monte San Savino, il quale aveva avuto il torto di dire subito le cose come stavano, inimicandosi per questo alcuni tifosi e non solo. Per la cronaca Veltroni pochi giorni dopo avrebbe comprato l'Alessandria, squadra di Prima Divisione, salvandola dal fallimento.
4) I fatti dicono che l'unico capoluogo di Provincia che è riuscito a salvare la categoria con il fallimento pilotato è stato Pescara, dove due industriali, De Cecco, un nome fortissimo a livello internazionale nel settore della pasta e Caldora, figlia del presidente che portò per la prima volta il Pescara in A, un mito per la città adriatica, entrambi tifosi e determinati, hanno perorato la causa su richiesta del Sindaco, anche perchè, proprio in quell'anno, con i soldi del Coni lo Stadio Adriatico era stato ristrutturato e riammodernato per ospitare i Giochi del Mediterraneo.
Ma come dicevamo all'inizio per fortuna siamo, ancora, in un paese democratico dove ognuno può civilmente contestare i Silvestrini per poi inneggiare all'arrivo del Grande Presidente perugino Leonardo Covarelli. Peccato che per oltre diciotto mesi quest'ultimo abbia goduto di una sorta di immunità contestatoria che gli ha permesso di affossare la storia del Grifo. Quando sotto l'arrivo degli incantatori di serpenti di cui sopra questa immunità è finita e la contestazione è arrivata anche per Covarelli, la frittata, purtoppo, era fatta e il Perugia è sparito dai campionati professionisti. Per colpa di Covarelli?...fuochino, per colpa di Boccali? fuocone, incendio!.... Così va il mondo.
Un grande in bocca al lupo a Damaschi e all'Asd Perugia Calcio, ne hanno proprio bisogno e buone vacanze a tutti. Danilo Tedeschini
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