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GRIFORUM

 » INDICE GRIFORUM » PARLIAMO DEL GRIFO... » TIFOMEMORIE

INDICE DISCUSSIONI | NUOVO MESSAGGIO |

Pag.

Guarda profilo amoregrifo Invia messaggio in Messaggeria di balanzano
Msg: 34 del 17/08/2008 17:44


Post sul forum:
9 di 17
la prima partita vista al curi nell' anno 1975 PERUGIA - BOLOGNA 0-0 giocava SAVOLDI
ero in parterre della curva sud ancora in costruzione con mio padre, pero' quello che ricordo con piu' piacere era la
gente di ogni eta' che veniva allo stadio con le borse piene di panini e i bottiglioni di vino che uscivano fuori dalle
borse, i cappellini di tela con scritto FORZA PERUGIA .................
SI, QUELLO ERA VERO SPORT !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Guarda profilo brontolo Invia messaggio in Messaggeria di milano
Msg: 33 del 13/08/2008 23:15


Post sul forum:
2 di 3
ciao, Rivolta, ma ce la racconti o no 'sta storia del 1972!!???


Guarda profilo santagiuliana Invia messaggio in Messaggeria di perugia
Msg: 32 del 11/08/2008 17:22


Post sul forum:
5 di 82
RIVOLTA SEI UN GRANDISIMO !!!
mi fai conoscere storie di quando non ero nemmeno nato (..e non sono di primo pelo...) !!
avrei una richiesta da farti; vorrei che mi aiutassi a mettere a fuoco i primissimi ricordi della mia miltanza con il grifo
1) una partita a Parma ultima di campionato... salvezza in extremis mi sembra.. c'era una diretta con gli altoparlanti
in centro mi sembra davanti al Pavone e poi gente esultante in piazza.. non ricordo altro se non gli omini vicini a me
che inneggiavano Scarpa
2) l'anno successivo..la mia prima partita dal vivo, un gol di Marchei davanti alla curva dove ero io al Santagiuliana..
un boato che non avevo mai sentito... e che non ho mai dimenticato... aiutami a ricordare qualcos'altro di questi episodi
e scusami se ti ho scambiato per una "treccani" del GRIFO
ciao


Guarda profilo Grifagn Invia messaggio in Messaggeria di Perugia (bannato)
Msg: 31 del 11/08/2008 16:23



Buttafori

Post sul forum:
77 di 155
Caro Rivolta, quale miglior memoria di quella storica di chi può dire: -Io c'ero-? In effetti confesso una mia
imperdonabile leggerezza, quella di essermi fidato del database del sito genoano. Ho effettuato la ricerca, ho
individuato la partita ed ho trascritto il tabellino, senza pensare a controllare i nomi, cui ho dato una scorsa
evidentemente "troppo" superficiale. Sinceramente l'iniziale di Vanara errata mi era del tutto sfuggita, mentre
Martelliggi non mi suonava bene, ma essendo allora un giovane tifoso, pensavo di ricordare male io il nome di
Martellossi. Peggio di questo, dici? Solo un tradimento ternano ... potrebbe essere più indecorosamente e indegnamente
ipotizzabile.


Guarda profilo rivolta Invia messaggio in Messaggeria di Perugia
Msg: 30 del 11/08/2008 16:03


Post sul forum:
23 di 33
Come vedete è passata più di qualche ora dall’ultima volta. Eravamo rimasti al 18 giugno 1972. E
giustamente quel giorno è stata individuato come quello nel quale termina la storia perugina del grande
sor Guido con la vittoria al Santagiuliana del Genoa per 2 a 0. Gli “storici” sono tutti d’accordo nel ritenere
quella sconfitta più o meno “pilotata” dall’interno (e che interno! Pare la stessa presidenza) Potremmo
chiedere lumi a Mimmi o al mio amico Alfio. Lorenzo no, all’epoca era veramente… distante. Forse suo
padre. Insomma, la corrente mazzettiana. L’altra corrente, quella anti-Mazzetti, caro Grifagno,
la “contraria”(così detta perché non si esime dal tifare sempre più di frequente e sempre più
intollerabilmente anche contro il Perugia) l’hai riportata tu, citando il bel libro di Lanfranco Ponziani. Che
grande giornalista, che magnifico affabalutore è stato, Ponziani… E che rara capacità di esporsi, senza tante
reticenze… L’ho conosciuto e un poco frequentato all’Università. Le sue Grifonerie sul Messaggero, a mio
parere andrebbero raccolte e ripubblicate. Che all’epoca ci chiami i “baluba” di via Fabbretti, i “pretoriani”
del sor Guido, ed altro, rientra nella logica del bell’avversario che per molti di noi in quei notevoli anni è
stato. A volte mi vien da pensare con malinconico rincrescimento a quanta intelligenza e quanta energia
polemica ha tolto alla descrizione e alla critica degli anni gaucciani quel dannato incidente d’auto che, con
la vita, gli tolse la penna di mano.
E visto che sono – al momento – in vena di ricordi malinconici occorre che corregga un errore, non tuo,
caro Grifagno, ma in tutta evidenza della tua fonte a riguardo, e che dovrebbe essere il bel sito statistico dei
tifosi della grifa ligure. L’errore è nella formazione del Perugia di quel giorno maledetto ove compare un
tale Martelliggi che con ogni evidenza è Martellossi. Ma questo potrebbe anche non interessare. Panara
no, Panara non lo passo. Perché Elio Vanara ( di lui parliamo) è stato uno dei grandi del Grifo. In ogni
senso. E’ stato capitano nel 1973/74 : uno – come suol dirsi – sempre uscito dal campo con la maglietta
inzuppata di sudore. Terzino, trasformato successivamente in jolly difensivo e di centro-campo, ha
collezionato in sei stagioni di serie B – tra il 1968 e il 1974 – qualcosa come 188 presenze. E’ superato (a
quanto mi risulta, ma è un lavoro statistico che qualcuno dovrebbe pur fare, magari in equipe) soltanto da
tre miti: FROSIO (296 presenze, in 10 stagioni), NAPPI (246, in 9), CECCARINI (206, in 7) e un più
sconosciuto mediano – mezz’ala Oriano NENCI che in serie C tra il 1960 e il 1967 raggiunge 191 presenze.
Anche Vanara non c’è più. Lo abbiamo commemorato al Curi, a pochi giorni dalla scomparsa, 1l 6 aprile
2003, prima di un Perugia – Bologna.
Mi par giusto ricordarlo trascrivendo alcune delle cose che scrive (vedi: AA.VV, Perugia in A, Edimark
PG, pp. 223/224) in occasione della prima promozione in A del Perugia . Lui quell’anno gioca con
l’Alessandria. L’ultima partita che ha disputato per i Grifoni, probabilmente anche lui con gli occhi di fuori, è
quel dopato Parma – Perugia di cui abbiamo già parlato.
“(…) a Perugia ho trovato amici sinceri” scrive dunque Vanara “ma soprattutto ho trovato un pubblico
esigente, critico, ma competente e dal cuore meraviglioso, grazie al quale sono riuscito a superare ostacoli –
calcistici – che mi parevano insormontabili (…) . Nel 1970 – 71 con i cugini ternani e la Lazio in B fu l’anno
dei derby, e vi assicuro che sono episodi che non si possono scordare, anche se qualcuno li aveva definiti
incontri tra cugini poveri. Bè, forse non ci crederete, ma io, che pure di derby nel Genoa ne ho giocati
almeno otto (e il pubblico ligure è abbastanza caldo) non ho mai assistito al tifo che c’era qui a Perugia e
non ho mai visto in giro tanto entusiasmo e partecipazione. (…) Oggi che per il Perugia questa della
promozione in serie A è una bella realtà, sono contento anch’io; ne gioisco come uomo e come calciatore.
Come uomo perché mi sento perugino d’adozione, ma soprattutto come calciatore perché nel mio piccolo
penso di aver collaborato (…) L’unico motivo di rammarico è quello di non aver potuto far parte anche
quest’anno di questa squadra che tanta gioia ha dato a questa città meravigliosa ed al suo magnifico
pubblico…”
Rileggendo queste righe non posso non pensare allo sciocco, superficiale e quasi spocchioso
atteggiamento che caratterizzerà, vent’anni dopo, l’approccio al nostro derby di Beppe Dossena . Per
carità: Dossena è stato un calciatore i cui lanci di 50 metri mi hanno provocato incontrollati orgasmi in
pieno Curi, ma quel comportamento prima, durante e dopo il mortificante inciucio con tragica beffa finale
del Liberati… chi mai potrà dimenticarlo?
Come non dimentica, Rivolta, ciò che accade a cinque minuti dalla fine di quel Perugia – Genoa del quale
stiamo parlando, quando ancora perdiamo col minimo scarto e – almeno teoricamente, visto lo scarso
impegno di non pochi – sarebbe possibile il pareggio per concludere onorevolmente il campionato e dare
un sereno e riconoscente saluto (ormai il divorzio è scritto) al sor Guido. Invece la storia, stavolta con la
esse minuscola, ha scelto come suo agente un “tarabozzolo” dal volto efebico che s’invola e segna al non
ancora avvocato Leo Grosso la seconda rete genoana, con ciò portando al parossismo l’incontenibile
rabbia del sanguigno Mazzetti che si alza dalla panchina e si fionda – a quel che si sa – a casa. L’individuo in
casacca rosso-blu ha un nome e un cognome. E’ Attilio Perotti, che più di vent’anni dopo tenterà di
fermare la Storia, stavolta con la esse maiuscola: quella che si esprime nella grande sinfonia di Reggio
Emilia, con lo stupendo, gioioso, stentoreo colpo di timpano di Dorigo. E’ Attilio Perotti, dicevo: l’individuo
che più e peggio di Albertino Bigon, cercherà – novello Erostrato – di passare alla storia per la distruzione
di un mito, di un sogno, di una fantastica leggenda croata. Pensa, se mi leggi, se no te lo dice Grifagno,
appena ti vede: pensa carissimo amico (sic!) Stefano Vinti: nelle cronache dell’estate 1971, costui, te lo
giuro,viene presentato dai giornalisti perugini come… l’uomo della “Rifondazione”. E ti credo che andava a
finire così amaramente… In ogni caso Attilio Perotti è stato uno dei pochi grifoni , dirigenti, allenatori,
giocatori, preparatori, magazzinieri che in assoluta verità mi ha fatto soltanto incazzare. Forse il solo.
Pertanto, assumendomi ogni responsabilità, affermo che non capisce una sega.
Comunque, quanto vi dovevo confessare, rispetto al MIO 18 giugno 1972, non è – purtroppo – questo. E’
molto, molto, molto peggio.
A presto. FORZA PERUGIA. E di corsa ad abbonarsi, MARSH!!!!!


Guarda profilo fan75 Invia messaggio in Messaggeria di perugia
Msg: 29 del 06/08/2008 11:17



Buttafori

Post sul forum:
87 di 218
daje rivolta dajeeeeeeeee !!!

ma domani sera non devi mancare!!!!


Guarda profilo rivolta Invia messaggio in Messaggeria di Perugia
Msg: 28 del 06/08/2008 11:00


Post sul forum:
22 di 33
Che c’è di più bello, grande, nobile del riconoscimento dei propri errori??? Nulla. Anche Dio ne commette,
e sempre più di frequente. Ed è capitato - in queste credevo accurate TIFOMEMORIE - anche a me che
ora, per la vergogna, vivo nel silenzio di una buia celletta nutrendomi di licheni. Devo espiare. Bene: espio.
E vedrete sino a qual punto. Dunque: prima di tutto, non era Cardillo, quella punta rossoverde che come
pensavo di ricordare venne stroncata dal nostro portierone Poli. Cardillo arriverà a Terni dalla natia
calabra Scalea un paio di lustri dopo, alla fine degli anni ’60. Il mio amico Alfio mi dice che nel giorno della
vendetta la vittima del nostro grande Burt secondo lui potrebbe essere stato tale… Cavalli e questo
potrebbe pur significare qualcosa in termini di nemesi storica, quale si attuò molto di poi, in quell’anno
maledetto… quello in cui il Grifo – vedete come tutto quadra - pensò bene di andare in ritiro a Piancavallo.
D’accordo, d’accordo, Brontolo di Milano… sono i soliti giochi di parole del cazzo…
Ed allora torniamo al giorno della vendetta. Al giorno dell’ira. Dies irae. Ve ne ho già parlato. E, certo, al
Santagiuliana c’ero. Ma da come l’ho raccontata qualche tempo fa, potrebbe anche sembrare che a Terni
quel 20 ottobre 1956 del derby di “andata” ci fossi anch’io. Potrei lasciarvelo credere, ma avendo deciso di
espiare, espio. No, non c’ero. Ero andato con la famiglia, anzi mi avevano portato, a Roma, a trovare certi
parenti. E tutti, io papà e parenti romani subito dopo pranzo siamo all’Olimpico ove c’è Roma – Torino (la
mia prima serie A, dall’ultimo gradone di tribuna: mi sembra di stare in aereo). Vince il Torino 2 a 0. Mi
spiegano i vicini che tutte quelle bandiere granata che sventolano in una delle curve sono dei tifosi laziali.
Mi faccio una cultura che nella vita mi sarà, penso, molto utile. Al ritorno passiamo per Narni Scalo, e come
sempre fanno i perugini che si recano o che tornano dalla Capitale, ci si ferma al “solito” bar. Non resisto:
alla radio non danno i risultati del campionato di IV Serie (ché quello facciamo…) e domando al gestore, se
per caso sa come è finita Ternana – Perugia. Lui mi dice che ha vinto il Perugia 3 a 1. Davanti a lui tengo
un comportamento sobrio e disinvolto, ma per tutte le due ore di viaggio canto, con tanto di
controcanto e accompagnamento di papà . Repertorio vastissimo, da “Piemontesina” a Claudio Villa , a
Tajoli, a “Notturno perugino”. Una sega inaudita, direste oggi. Solo all’indomani, lunedì, Enzo Caffarelli e
Danilo Conti sul Corriere dello Sport ci diranno la tragica verità. E’stato 3 a 1 sì, ma par loro. Il carognone,
stronzone, maialone di Narni Scalo (neanche di Narni vero) mi ha preso per il culo… Per molti e molti anni,
in seguito ho consumato in quel “solito” bar, tre o quattro volte l’anno, un bicchiere d’acqua minerale ed
ho pisciato, fuori dalla tazza, sul muro, sulla tavoletta del suo cesso. Una volta ci ho pure vomitato.
Ma l’espiazione cui per mondarmi dell’errore fatto con Cardillo mi sottopongo non sarebbe compiuta se
tacessi un ulteriore grave, gravissimo episodio. Non credo che quando l’avrò raccontato mi inviterete più
alla cena del Muro. Non credo che vi rivolgerete a me come ad un capo Ultras o come ad un possibile
Sindaco. Però lo devo raccontare, anche perché PRIMA O POI si saprebbe ugualmente. Come tutto? Beh,
adesso non esageriamo.
E’ il 18 giugno 1972. Capito? Lo ripeto: è il 18 giugno 1972. Mi devo fermare un po’. Raccontare questa
cosa non è facile. Ci sentiamo tra qualche ora.…


Guarda profilo Grifagn Invia messaggio in Messaggeria di Perugia (bannato)
Msg: 27 del 01/08/2008 10:06



Buttafori

Post sul forum:
71 di 155
di quel 22 marzo 1981 ho un ricordo molto nitido anche io.
ero un bambino di sei anni...ricordo la radio accesa, mio papà che come tutte le domeniche seguiva ´tutto il calcio
minuto per minuto´.
quella domenica lo seguiva in maniera più interessata del solito, a cinque minuti dalla fine faceva 13 al Totocalcio.
una fiducia irrazionle nel Grifo che lo stava facendo diventare milionario.
Si, milionario, perchè leggendo i giornali dei giorni successivi venne a sapere che in quel momento era l'unico in
Italia che stava prendendo tutti i pronostici.
E ho chiari ricordi dei suoi ´commenti´ quando la sera vide il famoso rigore a favore dei gobbi riportato da Rivolta.
Cambiò un altro risultato e non vinse nulla...
Grazie Rivolta.

Ecco perché, d'una tratto il cielo si oscurò, e le ire del Padreterno si abbatterono su noi comuni mortali ;-))

Non sono mai riuscito a spiegarmi un repentino cambio di tempo in così poco ...


Guarda profilo pakàl Invia messaggio in Messaggeria di PERUGIA
Msg: 26 del 01/08/2008 10:04



Buttafori

Post sul forum:
317 di 1423
rivolta sei un grandissimo ! ! ! ! - stai facendo un lavoro impagabile !

copialo anche sul muro così che lo possaimo votare !


Guarda profilo rivolta Invia messaggio in Messaggeria di Perugia
Msg: 25 del 01/08/2008 00:26


Post sul forum:
21 di 33
Mi piace avere giorni e situazioni del passato da condividere con amici che non conosco: spazi dove il
ricordo può oggettivarsi in cronaca. Fan75 mi sollecita in tal senso e allora vediamo un’altra giorno nel
quale anche lui c’è, seppure da non molto.
E’ un tardo pomeriggio di un mercoledì novembrino. Sono alla Facoltà di Scienze Politiche: la
Commissione è tutta in piedi e, contenta, sorride al mio 110 e lode. Anche io sono contento, quasi felice.
Quegli stronzi dei miei amici mi regalano una targa d’argento che celebra il VENTENNALE DELLA
RESISTENZA, la mia, agli studi. E io sono contento, sorrido felice. E’ il Sette novembre
Millenovecentosettantanove e alle otto di sera, finalmente dottore, sono ancora contento, con il mio vestito
da cerimonia che non ho avuto tempo di cambiare. “Sì, Ughino, è andata molto bene, grazie”. Sono
contento alle nove di sera sugli spalti gremiti del Curi, con la Nuova Curva Sud piena di bandiere giallo-
nere che esalta la più marcata sonorità dell’impianto.
La nuova Curva Sud… “Sì, anch’io passavo per caso, Robertino”. Come te, tutte le sere; come centinaia di
perugini che per giorni e giorni, ostentando frettolosi impegni che li fanno obbligatoriamente passare per
via Trasimeno Ovest, vanno a controllare “I LAVORI”; vanno a scambiare rapide e disinvolte impressioni
con i pensionati che da settimane ormai vivono di fatto lì a veder crescere ora per ora l’ultima vincente
impresa di Spartaco.
Siamo fatti così: una certa ritrosia da contadini inurbati dà più ampie dimensioni al pudore con cui
mascheriamo curiosità anche elementari. Ci arrabbiamo un po’ se ce lo fanno notare, ma via… un po’
SORBOLONI siamo. Paolo Rossi ebbe a dire una volta che gli piaceva Perugia, perché poteva passeggiare
tranquillo per il Corso, senza essere notato. Non aveva capito niente. Tutti lo guardavamo, tutti ce lo
indicavamo con complice ammiccamento… ben attenti, però, a non farci accorgere. Se è vero che così ci
comportiamo, è anche vero che ciò ci serve ad accumulare dati su cui rimuginare a lungo: tale arrovellio ci
fa, quasi sempre, pervenire a conclusioni lapidarie e definitive. Come testimonia il nostro lungo, calmo,
lentissimo, scandito ad una tonalità bassa o in leggero crescendo “Dì, oh! MA te la vole andattela a
piattela ‘n tel buco del culo!” Dove la sentenza, ben ponderata - come ne siamo ben consapevoli e come
dimostra quel “MA” iniziale - è senza possibilità alcuna d’appello.
L’accenno a Paolo Rossi mi spinge a tornare, per così dire a BOMBA. Perché, come ben si vedrà, di bomba
si tratta. Siamo rimasti a me che, sugli spalti del Curi, mentre Perugia e Aris Salonicco entrano in campo
sono contento. E che? A Salonicco abbiamo dominato, pareggiando 1 ad 1 per una serie di regali della
terna e nonostante i cani poliziotto a bordo campo, addestrati a ringhiare sbavando contro ogni grifone
capitasse a tiro (e sono tanti per il nostro ben noto gioco sulle fasce), tanto che il Tigre Ceccarini è stato
quasi azzannato (“Greci bastardi, il 7 Novembre sarà la vostra tomba”: per anni la scritta, via via più
incomprensibile è rimasta sul muro dell’Università). Non dovrebbero insomma esserci problemi. In ogni
caso io sono molto contento, oltre che straordinariamente bello, elegante e laureato. Cazzo.
E poi che accade? ALMANACCO ILLUSTRATO DEL CALCIO 1981, Edizioni Panini, Modena, pagina 533:
Aris – Perugia 3 – 0 (2 – 0). Perugia 7 novembre 1979. Arbitro Christov (Bulgaria)
Reti: 7’ Kuis, 18’ Semertizdis, 63’ Zindros
Hai letto bene Fan75. Tu, facendo un rapido calcolo, hai quattro anni. Non so se fai ancora pipì a letto.
Non so se stai dormendo. Non so se stai sognando. Ma, io… io ho portato i miei trentanove anni e la mia
inutile laurea al Curi. Con me c’è mia moglie, mio figlio, mia figlia. Io ero anche contento, prima… la mia
famiglia era felice, prima. Ora c’è uno, vicino a noi, che ad ogni gol aggiorna, dapprima fiducioso, poi
sempre più nervoso il numero delle reti che bisognerebbe realizzare per passare agli Ottavi di finale della
Coppa UEFA, perché di questo stiamo parlando, amico mio. E quelli, i dopati giallo-neri, corrono come
dannati, corrono come nessuno ha corso mai, come nessuno correrà mai più. O meglio come correvano
Vitulano e i suoi compagni a Parma quella domenica di qualche anno prima (e pare anche nei giorni
successivi) quando lo staff di esperti chimici messo su dal Gladiatore così costruì nell’ultimo scontro la
nostra salvezza.
Corrono e sono contenti. Loro. “Papi, piangi?” No. Sono contento: che bella, grandissima giornata di
merda è stata.


Guarda profilo fan75 Invia messaggio in Messaggeria di perugia
Msg: 24 del 30/07/2008 16:11



Buttafori

Post sul forum:
82 di 218
di quel 22 marzo 1981 ho un ricordo molto nitido anche io.
ero un bambino di sei anni...ricordo la radio accesa, mio papà che come tutte le domeniche seguiva "tutto il calcio
minuto per minuto".
quella domenica lo seguiva in maniera più interessata del solito, a cinque minuti dalla fine faceva 13 al Totocalcio.
una fiducia irrazionle nel Grifo che lo stava facendo diventare milionario.
Si, milionario, perchè leggendo i giornali dei giorni successivi venne a sapere che in quel momento era l'unico in
Italia che stava prendendo tutti i pronostici.
E ho chiari ricordi dei suoi "commenti" quando la sera vide il famoso rigore a favore dei gobbi riportato da Rivolta.
Cambiò un altro risultato e non vinse nulla...
Grazie Rivolta.


Guarda profilo rivolta Invia messaggio in Messaggeria di Perugia
Msg: 23 del 30/07/2008 11:50


Post sul forum:
20 di 33
I ricordi sono qualcosa che conservi dentro e che il tempo in qualche maniera provvede a sistemare. Non
devi opporti: puoi farlo solo per tentare di sbarrare la strada all’inevitabile rincoglionimento. Per il resto
sarà sufficiente sapere che i ricordi dilatano i fatti. E che è piacevole assecondare tale azione. Ma al fondo è
tutto vero. Quello che è dentro di noi è vero, Fuori od oltre c’è la storia. Altra cosa, né migliore né
peggiore, è la verità. Ricordate il Fellini di Amarcord e le improbabili, impossibili, enormi tette della
tabaccaia?? Che, comunque, belle tette erano!!!
CHE C’ENTRA? C’entra, c’entra.
Vediamo come. E riandiamo a quel giorno (22 marzo 1981), COME lo ricordo io, per COME l’ho ascoltato
alla Radio e per COME l’ho visto in TV alla sera. Siamo dunque a cinque minuti dalla fine e i Grifoni,
attaccati ormai soltanto alla speranza, vincono a Torino con la Juve con rete di De Rosa. Marocchino,
caracollando sulla fascia destra, varca la linea di fondo, varca la rete di recinzione, varca da una porticina
rimasta aperta il muro perimetrale del Comunale di Torino e giunto sull’argine del Po, crossa, cogliendo
ovviamente di sorpresa la nostra difesa con Furino che si getta come una belva su quell’oggetto sferico
proveniente da chissà dove, travolge il nostro portiere Mancini, che calpesta con immonda cattiveria ,
inducendo, così, all’errore il povero (perché è morto) Terpin di Trieste che – sicuramente non volendo -
fischia il rigore!!! Ed è goal, direbbe Mimmi: è stato Brady, l’irlandese… Dell’IRA? Sì, la mia. Scusami
Brontolo da Milano: so che i miei giochini di parola, che tanto piacciono alla mamma, ti fanno incazzare, ma
talvolta non resisto.
Restiamo a quel giorno (sempre 22 marzo 1981) quando, ben oltre il Novantesimo, sul far della sera, tra le
incipienti tenebre Brio marca la rete della rapina facendosi largo come una trinciaforaggi tra i nostri
ragazzi, feriti, sanguinanti e frastornati con Celeste Pin, poco più che un bambino, con quel nome che da
solo è garanzia di bontà, correttezza e sincerità che per decine e decine di minuti è stato innocente oggetto
di indecenti profferte da parte di Bettega. Lo dirà anche all’Ufficio Indagini della Lega, sgranando ancora
per l’orrore i suoi innocenti cerulei occhi. Non è mai stato del tutto chiaro se Penna Bianca gli abbia offerto
soldi per fargli fare goal o per qualche altro turpe motivo.
Restiamo dunque a quell’infausta giornata che forse (forse!) levita nel ricordo le proprie nefandezze e
poniamo mente alla sofferenza di Gianpiero Molinari, perugino doc, non ricordo se all’epoca già avvocato
(mi pare di sì, perché era molto intelligente) ma sicuramente allenatore del Perugia (al posto dell’esonerato
Ulivieri) e sicuramente incazzato, nauseato, depresso,per l’ormai inevitabile retrocessione in B. “Questo
mondo non è più per me”, dice. “Questo non è più il mio calcio”, aggiunge. Che spocchiosa ironia ne
segue, per giorni, per bocca e per penna di noti giornalisti genuflessi!!! Gianpiero, comunque, ci ripensa e
continua il proprio impegno nel Perugia, fino a sostituire a poche giornate dal termine del campionato di
serie B 1985/1986, Massimo Giacomini e quindi (quasi una maledizione!) accompagnare un’altra
retrocessione del suo, del nostro Grifo. Stavolta in C 1, anzi – lo ricorderete – in C 2 su delibera della CAF.
Io trovo che tali nudi fatti, quasi siano dei “grandi numeri”, forniscono un’immagine distorta, cattiva ed
ingenerosa di Gianpiero Molinari., che ricordo come ottimo secondo d’Ilario, come buon allenatore-
preparatore, come bel terzino dei Grifoni sul finire degli anni Cinquanta e come mio capitano nella mia
infausta partita d’esordio contro il Liceo di terni tra i pali della porta Sud al Santagiuliana. Tra quelli della
porta Nord non giocai, perché nell’intervallo Molinari, azzeccando in pieno la mossa, mi sostituì. Con
Vincenzo Pilone.
Adesso ditemi: Non è tutto vero?
A presto: ABBONAMENTI E FORZA PERUGIA!!!!!!!


Guarda profilo brontolo Invia messaggio in Messaggeria di milano
Msg: 22 del 29/07/2008 21:33


Post sul forum:
1 di 3
ciao papi

:-)


Guarda profilo 43km Invia messaggio in Messaggeria di C.d.L
Msg: 21 del 29/07/2008 11:21


Post sul forum:
5 di 5
Ciao a tutti. Visto che si parla di ricordi, qualcuno può aiutarmi? Mi servirebbe la numerazione esatta del
Perugia 95-96. Tanto per intenderci la squadra che ha ottenuto la promozione in serie A con Negri, Giunti,
Allegri, Braglia... Su Wikipedia la numerazione non correttissima. Lo scopo di questa richiesta è la
costruzione di una squadra di subbuteo con il bomber Negri là davanti. Chi se la ricorda la numerazione???


Guarda profilo pakàl Invia messaggio in Messaggeria di PERUGIA
Msg: 20 del 29/07/2008 10:07



Buttafori

Post sul forum:
312 di 1423
Fan sempre a pensare alle contestazioni ? allora lo rimpiangi davvero silvestro !



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09/11/2018
Perugia-Crotone 2-1
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il 12/11/2018
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