
PERUGIA 2005 NEWS
Notizie a cura del periodico sportivo 'Perugia 2005' (aut. Trib. di Perugia n. 21/2005 R.P. del 19/09/2005)
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07/09/2026 - 00:23
IL POST PERUGIA - PINETO.DIANA:VITTORIA DI CARATTERE, MA DOBBIAMO CRESCERE SULLE SECONDE PALLE. VAN AMERSFOORT PUÒ DARCI UN’ALTERNATIVA IMPORTANTE
IL POST PERUGIA - PINETO.DIANA:VITTORIA DI CARATTERE, MA DOBBIAMO CRESCERE SULLE SECONDE PALLE. VAN AMERSFOORT PUÒ DARCI UN’ALTERNATIVA IMPORTANTE
Aimo Diana si gode il successo del Perugia contro il Pineto, arrivato al termine di una gara complicata e risolta nel finale. Il tecnico biancorosso sottolinea soprattutto il carattere mostrato dalla squadra, capace ancora una volta di reagire dopo essere andata sotto, ma non nasconde gli aspetti sui quali c’è ancora molto da lavorare.
«La felicità è grande, perché una vittoria di questo tipo regala sempre un’emozione importante. Nei primi quindici minuti abbiamo fatto fatica, soprattutto sulle seconde palle, e questo è un aspetto sul quale dobbiamo migliorare molto. Le caratteristiche dei nostri giocatori magari non sono quelle, ma devono imparare rapidamente ad avere maggiore intensità nel recupero immediato della palla».
Diana torna quindi sull’avvio difficile del Perugia: «Avevamo preparato alcune situazioni anche coinvolgendo il portiere, ma non siamo riusciti a svilupparle come volevamo. Sul gol subito abbiamo perso una palla e non parlerei di errore di reparto: è stato un errore individuale, il ragazzo lo sa. Dopo, però, la squadra ha ricominciato a giocare, senza buttare via il pallone, cercando combinazioni e provando a uscire attraverso i braccetti e gli esterni».
Il tecnico evidenzia anche la crescita nel corso della partita: «I quinti hanno cominciato finalmente a entrare dentro il campo, come avevamo chiesto. Poi la gestione dei cambi è diventata complicata, perché gli infortuni di Cavallini prima e Megelaitis poi mi hanno tolto due possibilità importanti. Avevo in mente tutt’altro tipo di gestione per il finale e invece ho dovuto modificare tutto».
Nel finale Diana ammette di aver pensato soprattutto a non perdere: «La squadra era molto stanca. Intorno al settantacinquesimo minuto siamo calati parecchio dal punto di vista atletico e i cambi avrebbero potuto ridarci energia, ma sono stato costretto a utilizzarli diversamente. Sabbatani non riusciva più a tenerci su e anche i quinti erano stremati. A un certo punto speravo soprattutto di arrivare alla fine senza perderla. Poi è arrivato quel colpo da biliardo e siamo felicissimi».
Per Diana resta soprattutto il valore della reazione: «È la seconda partita consecutiva nella quale riusciamo a recuperare, questa volta addirittura vincendola. Credo che oggi si sia visto un po’ tutto quello che è il Perugia in questo momento: alti e bassi, momenti buoni e altri meno, una condizione atletica ancora da completare. Però c’è carattere e c’è voglia di restare dentro la partita fino alla fine».
Il tecnico non vuole parlare di passi indietro rispetto alla gara di Pesaro: «Ogni partita fa storia a sé. Nei primi minuti ho rivisto qualcosa del Perugia dell’inizio del secondo tempo di Pesaro, quando avevamo fatto fatica. Poi il pareggio ci ha sbloccato e abbiamo provato anche a vincere. Non mi va di parlare di passi indietro dopo una vittoria. È chiaro che vorremmo sempre giocare bene e dominare, ma oggi non abbiamo ancora, né la freschezza né automatismi completamente consolidati».
Diana evidenzia quindi una delle caratteristiche che ancora condizionano lo sviluppo offensivo della squadra: «Oggi avremmo potuto anche alzare qualche pallone in più per superare la loro pressione, ma davanti non abbiamo ancora un attaccante con caratteristiche che ci permettano di fare quel tipo di gioco. Siamo costretti a passare sempre attraverso la costruzione palla a terra. È una situazione che ci condizionerà fino a quando non avremo a disposizione un centravanti con caratteristiche differenti».
Il riferimento è inevitabilmente a Pelle van Amersfoort, ormai ufficialmente un nuovo giocatore del Perugia. Diana ne parla per la prima volta apertamente: «È un ragazzo che seguiamo praticamente dal primo giorno. Era la nostra prima scelta, ma non era semplice arrivarci. Dopo quello che è successo con altri profili che abbiamo valutato abbiamo deciso di andare forte su di lui. Arriva da un calcio diverso, dovrà conoscere un nuovo campionato e una nuova lingua, ma sul valore del giocatore non ho dubbi».
Il tecnico spiega anche cosa si aspetta dall’olandese: «L’abbiamo visto e rivisto tante volte e pensiamo possa darci qualcosa in più anche dal punto di vista tecnico. Nonostante l’altezza è un giocatore che sa giocare a calcio e ha qualità importanti. Quello che mi interessa capire adesso è soprattutto in quali condizioni arriverà e quanto tempo gli servirà per essere a disposizione».
Ancora da valutare, invece, le condizioni degli infortunati: «Al momento abbiamo solo delle prime indicazioni, ma devono essere verificate. Sono venuto subito in conferenza e devo ancora parlare con lo staff medico».
Infine Diana invita tutto l’ambiente a sostenere una squadra costruita in pochissimo tempo: «Era questo il Perugia che mi aspettavo? Mi aspettavo una squadra capace di giocare con questo carattere e con questa voglia. Alla fine erano tutti in campo a festeggiare insieme e sono aspetti che dobbiamo portarci dietro. Arriveranno anche momenti più difficili».
Da qui l’appello del tecnico: «In questo momento dobbiamo cercare di mantenere un atteggiamento positivo, dallo staff a tutto l’ambiente. Le mancanze ci sono e le conosciamo, ma non credo sia ancora il momento di accentuarle troppo. Questi ragazzi hanno bisogno di sentirsi calciatori: questa è una piazza che, quando riesce a fartelo sentire, può darti tantissimo. Abbiamo margini enormi di miglioramento, ma dobbiamo lavorare con equilibrio».
Chiusura con sorriso quando gli viene fatto notare che il Perugia deve crescere anche sulle palle inattive: «No comment, no comment».
Per Perugia2005News Alessio Torzuoli
«La felicità è grande, perché una vittoria di questo tipo regala sempre un’emozione importante. Nei primi quindici minuti abbiamo fatto fatica, soprattutto sulle seconde palle, e questo è un aspetto sul quale dobbiamo migliorare molto. Le caratteristiche dei nostri giocatori magari non sono quelle, ma devono imparare rapidamente ad avere maggiore intensità nel recupero immediato della palla».
Diana torna quindi sull’avvio difficile del Perugia: «Avevamo preparato alcune situazioni anche coinvolgendo il portiere, ma non siamo riusciti a svilupparle come volevamo. Sul gol subito abbiamo perso una palla e non parlerei di errore di reparto: è stato un errore individuale, il ragazzo lo sa. Dopo, però, la squadra ha ricominciato a giocare, senza buttare via il pallone, cercando combinazioni e provando a uscire attraverso i braccetti e gli esterni».
Il tecnico evidenzia anche la crescita nel corso della partita: «I quinti hanno cominciato finalmente a entrare dentro il campo, come avevamo chiesto. Poi la gestione dei cambi è diventata complicata, perché gli infortuni di Cavallini prima e Megelaitis poi mi hanno tolto due possibilità importanti. Avevo in mente tutt’altro tipo di gestione per il finale e invece ho dovuto modificare tutto».
Nel finale Diana ammette di aver pensato soprattutto a non perdere: «La squadra era molto stanca. Intorno al settantacinquesimo minuto siamo calati parecchio dal punto di vista atletico e i cambi avrebbero potuto ridarci energia, ma sono stato costretto a utilizzarli diversamente. Sabbatani non riusciva più a tenerci su e anche i quinti erano stremati. A un certo punto speravo soprattutto di arrivare alla fine senza perderla. Poi è arrivato quel colpo da biliardo e siamo felicissimi».
Per Diana resta soprattutto il valore della reazione: «È la seconda partita consecutiva nella quale riusciamo a recuperare, questa volta addirittura vincendola. Credo che oggi si sia visto un po’ tutto quello che è il Perugia in questo momento: alti e bassi, momenti buoni e altri meno, una condizione atletica ancora da completare. Però c’è carattere e c’è voglia di restare dentro la partita fino alla fine».
Il tecnico non vuole parlare di passi indietro rispetto alla gara di Pesaro: «Ogni partita fa storia a sé. Nei primi minuti ho rivisto qualcosa del Perugia dell’inizio del secondo tempo di Pesaro, quando avevamo fatto fatica. Poi il pareggio ci ha sbloccato e abbiamo provato anche a vincere. Non mi va di parlare di passi indietro dopo una vittoria. È chiaro che vorremmo sempre giocare bene e dominare, ma oggi non abbiamo ancora, né la freschezza né automatismi completamente consolidati».
Diana evidenzia quindi una delle caratteristiche che ancora condizionano lo sviluppo offensivo della squadra: «Oggi avremmo potuto anche alzare qualche pallone in più per superare la loro pressione, ma davanti non abbiamo ancora un attaccante con caratteristiche che ci permettano di fare quel tipo di gioco. Siamo costretti a passare sempre attraverso la costruzione palla a terra. È una situazione che ci condizionerà fino a quando non avremo a disposizione un centravanti con caratteristiche differenti».
Il riferimento è inevitabilmente a Pelle van Amersfoort, ormai ufficialmente un nuovo giocatore del Perugia. Diana ne parla per la prima volta apertamente: «È un ragazzo che seguiamo praticamente dal primo giorno. Era la nostra prima scelta, ma non era semplice arrivarci. Dopo quello che è successo con altri profili che abbiamo valutato abbiamo deciso di andare forte su di lui. Arriva da un calcio diverso, dovrà conoscere un nuovo campionato e una nuova lingua, ma sul valore del giocatore non ho dubbi».
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Ancora da valutare, invece, le condizioni degli infortunati: «Al momento abbiamo solo delle prime indicazioni, ma devono essere verificate. Sono venuto subito in conferenza e devo ancora parlare con lo staff medico».
Infine Diana invita tutto l’ambiente a sostenere una squadra costruita in pochissimo tempo: «Era questo il Perugia che mi aspettavo? Mi aspettavo una squadra capace di giocare con questo carattere e con questa voglia. Alla fine erano tutti in campo a festeggiare insieme e sono aspetti che dobbiamo portarci dietro. Arriveranno anche momenti più difficili».
Da qui l’appello del tecnico: «In questo momento dobbiamo cercare di mantenere un atteggiamento positivo, dallo staff a tutto l’ambiente. Le mancanze ci sono e le conosciamo, ma non credo sia ancora il momento di accentuarle troppo. Questi ragazzi hanno bisogno di sentirsi calciatori: questa è una piazza che, quando riesce a fartelo sentire, può darti tantissimo. Abbiamo margini enormi di miglioramento, ma dobbiamo lavorare con equilibrio».
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Per Perugia2005News Alessio Torzuoli
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