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PERUGIA 2005 NEWS

Notizie a cura del periodico sportivo 'Perugia 2005' (aut. Trib. di Perugia n. 21/2005 R.P. del 19/09/2005)

 

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09/09/2026 - 14:08
GAUCCI: IL PERUGIA È SOLO AL 50-60%. NON TORNEREMO SUL MERCATO TANTO PER FARLO. MEGELAITIS È UNA PERDITA ENORME

Alessandro Gaucci fa il punto sul Perugia dopo la presentazione degli ultimi arrivati, affrontando a tutto campo i temi del mercato, degli infortuni, della costruzione della rosa, del settore giovanile e del prossimo difficilissimo impegno contro il Ravenna. Il Direttore sportivo biancorosso in pectore ribadisce la fiducia nel gruppo costruito in pochissimo tempo e, almeno per il momento, esclude interventi dettati dall’emergenza.

«La squadra era stata costruita seguendo un principio preciso. In tutte le mie esperienze ho sempre cercato di mettere a disposizione dell’allenatore una rosa che gli consentisse di giocare in modi diversi, con possibilmente due giocatori per ruolo. Allo stesso tempo, però, non mi piace avere uno spogliatoio eccessivamente affollato, perché quando ci sono troppi calciatori che non riescono a trovare continuità possono nascere inevitabilmente dei problemi».

Gli infortuni degli ultimi giorni hanno però modificato gli equilibri iniziali.

«Quando costruisci una squadra non hai una palla di vetro e non puoi prevedere tre infortuni così importanti in pochi giorni. Quando si è fermato Cisco, sapendo che sarebbe rimasto fuori per circa 25 giorni o un mese, siamo immediatamente intervenuti prendendo un altro esterno. In difesa, invece, eravamo addirittura in sette, compreso Rondolini. Io considero Rondolini uno dei giovani più interessanti del nostro settore giovanile e proprio per questo ho preferito mandarlo a giocare. Non volevo che trascorresse un anno senza trovare spazio. È andato in una società importante come il Bologna e, se dovesse tornare da noi il prossimo anno, potrebbe farlo con un'esperienza importante alle spalle».

Poi sono arrivati gli stop di Megelaitis e Cavallini.

«A sinistra non sono particolarmente preoccupato perché abbiamo Borsoi e Papazov, che ha già interpretato più volte quel ruolo su tutta la fascia. Anche a destra abbiamo delle soluzioni. Dietro, inoltre, sta recuperando Angeli e per i tre posti possiamo contare su Riccardi, Angeli, Tozzuolo, Stramaccioni e Papazov. All'occorrenza anche Quirini può essere utilizzato come braccetto di destra, ruolo che ha già ricoperto».

Per questo Gaucci non considera prioritario un immediato ritorno sul mercato degli svincolati.

«In questo momento non credo sia così semplice trovare un giocatore che possa sostituire alla grande una perdita importante come quella di Linas. Non voglio inserire calciatori tanto per fare numero. Se arriva qualcuno deve realmente migliorare la squadra. Sono inoltre convinto che Tozzuolo, tornando sul suo lato naturale di destra, possa rendere ancora meglio. Stramaccioni è vicino al rientro a pieno regime, Papazov sta bene e quindi abbiamo comunque delle alternative».

Il Dg si sofferma poi sulle difficoltà difensive evidenziate nelle prime giornate.

«Mi preoccupo quando sento dire che il Perugia ha un problema di difesa. Degli errori ci sono stati, certamente, ma spesso si guarda soltanto alla parte finale dell'azione senza analizzare perché la linea difensiva venga messa in difficoltà. La fase difensiva dipende da tutta la squadra e noi, in questo momento, siamo secondo me al 50-60% delle nostre possibilità».

Il motivo, secondo Gaucci, è soprattutto nei tempi strettissimi con cui è stato necessario costruire il nuovo Perugia.

«Non è normale dover fare praticamente una squadra il 6, il 7 o il 10 agosto. Non credo che molte altre società sarebbero riuscite a fare quello che abbiamo fatto noi, soprattutto riuscendo già a dare un'identità al gruppo. E quando parlo di risultati non mi riferisco soltanto ai punti conquistati. A me, in questo momento, interessa soprattutto costruire una squadra che nell'arco dell'intera stagione possa dare filo da torcere a tutti».

Resta inevitabilmente il rammarico per non aver potuto iniziare prima.

«Se avessimo avuto venti giorni in più e la possibilità di svolgere una preparazione normale, probabilmente avremmo potuto pensare fin dall'inizio a qualcosa di ancora più importante. Adesso può comunque succedere di tutto, ma non voglio fare voli pindarici. Dobbiamo pensare esclusivamente alla prossima partita».

E domenica c'è il Ravenna.

«Sarà una gara difficilissima. Ci sono quattro o cinque squadre che hanno investito tantissimo e il Ravenna è sicuramente una di quelle che punta a vincere il campionato. A differenza nostra, loro si conoscono da oltre un anno, hanno mantenuto lo stesso allenatore e una parte importante della squadra, aggiungendo altri giocatori forti. Noi dobbiamo pensare soltanto a domenica, senza metterci già a ragionare sulle prossime quattro o cinque partite».

Gaucci torna quindi sulla costruzione della rosa e sulle difficoltà incontrate entrando sul mercato soltanto ad agosto.

«Quando arrivi il 10 agosto, normalmente i giocatori più forti sono già stati presi. Devi cercare il meglio di ciò che è rimasto disponibile e credo che, nonostante tutto, siamo riusciti a fare qualcosa di molto positivo. Sono contento dell'80-85% dei giocatori che abbiamo preso. Se avessi avuto la possibilità di scegliere prima, probabilmente avrei cercato caratteristiche differenti in due o tre elementi, ma semplicemente quel tempo non lo abbiamo avuto».

I sette punti nelle prime tre giornate rappresentano comunque una base importante.

«L'obiettivo adesso è rimanere agganciati alle posizioni davanti il più a lungo possibile. Poi, se dovesse esserci la necessità di fare uno sprint ulteriore, a gennaio avremo la possibilità di intervenire e modificare qualcosa. Mi auguro naturalmente che non ce ne sia bisogno. In questo momento sono molto soddisfatto di quello che è stato fatto».

La principale preoccupazione resta dunque quella legata agli infortuni, in particolare allo stop di Megelaitis.

«Quello di Linas è l'infortunio che mi pesa maggiormente. Considerando le partite che ci aspettano, il suo livello di rendimento, la sua personalità e il carisma che ha all'interno del gruppo, è una perdita enorme. Probabilmente, tra tutti, era proprio il giocatore che in questo momento non avrei voluto perdere».

Capitolo attacco. L'arrivo di Vergani e Van Amersfoort aumenta ulteriormente le possibilità a disposizione di Diana.

«Abbiamo costruito un reparto offensivo che può permetterci di giocare praticamente in qualsiasi modo. Possiamo utilizzare il trequartista, giocare con tre uomini davanti oppure con due attaccanti. Abbiamo giocatori in grado di ricoprire più posizioni».

E proprio la duttilità rappresenta uno degli aspetti sui quali Gaucci ha puntato maggiormente.

«Anche i due ultimi attaccanti arrivati non sono centravanti statici. Sono giocatori ai quali piace legare il gioco e dialogare con un'altra punta o con i compagni che giocano vicino a loro. Pelle, nonostante la struttura fisica, è molto mobile e può giocare anche da trequartista. Canotto può fare l'esterno in un 4-3-3, così come Seha; Cortesi può giocare largo oppure da trequartista. La fortuna di avere questi sei-sette giocatori è proprio quella di poter cambiare molto nella fase offensiva».

Gaucci affronta quindi il tema societario e l'imminente closing.

«Fortunatamente non sono io ad occuparmi direttamente di questo aspetto, anche se naturalmente sono aggiornato quotidianamente su tutto quello che succede. So che non ci sono problemi di sorta e che tutto sta andando avanti bene. Ci auguriamo che si possa arrivare alla conclusione nel più breve tempo possibile, così da chiarire definitivamente ogni aspetto».

Ampio spazio anche al progetto legato al settore giovanile, considerato parte fondamentale del futuro del Club.

«Quando circa un mese fa sono andato a vedere la Primavera, la prima cosa che ho detto ai ragazzi è stata che vorrei riportarla a determinati livelli. Io e il mio staff la seguiremo costantemente, non soltanto durante le partite. Il settore giovanile deve diventare un punto di forza e un supporto concreto per la prima squadra».

L'obiettivo è chiaro.

«Se ogni anno non riusciamo a portare due o tre ragazzi dal settore giovanile alla prima squadra significa che stiamo lavorando male. Altrimenti che senso avrebbe avere un vivaio? Per il progetto che abbiamo in mente, Primavera e settore giovanile sono fondamentali. Naturalmente, considerando anche gli obiettivi della prima squadra, chi salirà dovrà essere realmente pronto e all'altezza. Proprio per questo vogliamo potenziare sempre di più la Primavera».

Da qui anche il discorso relativo ad Agnissan e agli altri giovani attualmente aggregati alla rosa di Diana.

«Più ragazzi riusciranno ad arrivare in prima squadra e più sarò contento. Non regaleremo però nulla: dovranno dimostrare di essere pronti».

Interessante anche la spiegazione sul perché un giocatore come Pelle van Amersfoort sia arrivato soltanto ora nel calcio italiano.

«Forse perché molti Direttori Sportivi non riuscivano nemmeno a pronunciarne il nome...», scherza Gaucci, prima di tornare serio. «Senza voler essere cattivo con i miei colleghi, credo che voi sappiate come abbiamo sempre lavorato. Cerchiamo di vedere ciò che gli altri non vedono e di arrivare per primi su situazioni che magari altri non prendono in considerazione».

Un metodo che affonda le proprie radici proprio nel primo Perugia della famiglia Gaucci.

«Già negli anni in cui ero qui avevamo creato un network internazionale. Credo che, insieme all'Udinese, il Perugia sia stato tra le società italiane che hanno preso giocatori dai posti più impensabili del mondo. Attraverso le mie successive esperienze siamo arrivati a lavorare con quasi ottanta Paesi differenti. Questo significa avere a disposizione un mercato dieci volte più ampio rispetto a chi guarda soltanto a un determinato bacino».

Proprio la necessità di costruire la rosa in tempi rapidissimi, però, ha limitato inizialmente la possibilità di guardare maggiormente all'estero.

«Portare giocatori stranieri forti sarebbe stato possibile, ma senza la preparazione non avremmo avuto il tempo necessario per farli ambientare. Per questo inizialmente ho preferito puntare soprattutto su calciatori che conoscessero già il nostro calcio. Quando poi ho visto che per alcuni attaccanti disponibili venivano chieste cifre che, secondo me, non valeva la pena spendere, ho preferito cambiare strategia».

Da qui la scelta Van Amersfoort.

«Mi sono detto: se devo spendere tanti soldi, allora preferisco investirli su un giocatore che considero veramente forte. Arriva dall'estero e probabilmente avrà bisogno di un po' più di tempo per adattarsi, ma è un giocatore nostro e, se starà bene, può davvero fare la differenza. Così come mi aspetto molto anche da Vergani. Da questo punto di vista sono molto soddisfatto delle scelte fatte. Poi sarà il campo a dare i risultati».

Infine, Gaucci individua quello che considera il segnale più incoraggiante di questo primo mese di lavoro.

«La cosa che più mi piace di questa squadra è che sembra stare insieme da sempre. Vedo l'attaccamento che hanno l'uno verso l'altro. Quando segnano festeggiano come se avessero vinto una finale di Coppa dei Campioni. Sono atteggiamenti che fanno capire quale grado di amicizia e di rapporto si sia già creato all'interno dello spogliatoio».

Un aspetto tutt'altro che scontato per un gruppo costruito praticamente da zero.

«È quello che qualsiasi Direttore Sportivo o allenatore vorrebbe riuscire ad ottenere immediatamente, ma quasi mai è possibile. Vedere ragazzi arrivati da pochissimo tempo comportarsi come se giocassero insieme da anni è, per me, il successo più importante ottenuto fino ad oggi».

Chiusura su Paolo Bartolomei e sull'eventualità di un suo reintegro in rosa dopo gli ultimi infortuni.

«Non è una questione di mancanza di volontà. Paolo è un grande professionista, si sta allenando a parte, ma ha ancora dei problemi fisici. Avevamo trovato anche una soluzione che gli avrebbe consentito di andare a giocare, ma proprio per questo problema ha preferito non partire. Vedremo cosa succederà da qui a gennaio».


Per Perugia2005News Alessio Torzuoli

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